Ogni trapianto di capelli lascia cicatrici: la differenza fra le tecniche non è se ci siano, ma che forma abbiano. L’estrazione singola produce micro-cicatrici puntiformi diffuse di frazioni di millimetro, il prelievo a striscia una linea continua in zona occipitale.

Che cicatrici lascia ciascuna tecnica

Tecnica

Tipo di cicatrice

Visibilità a capelli rasati

Micro FUE (punch 0,7-0,9 mm)

Puntiforme, sotto il millimetro

Molto bassa

FUE (punch 1,0-1,2 mm)

Puntiforme, più marcata

Media

DHI

Come FUE, il prelievo è lo stesso

Media

FUT

Lineare, orizzontale

Alta

 

La superficie di cute asportata cresce con il quadrato del raggio del punch: un punch da 1,0 mm rimuove circa il doppio del tessuto di uno da 0,7 mm. È la ragione tecnica per cui il diametro dello strumento, spiegato nella pagina sulla Micro FUE, si traduce direttamente in visibilità della zona donatrice.

L’area ricevente lascia cicatrici?

Sì, ma di norma non percepibili. Ogni sito di innesto è una microincisione che guarisce lasciando un segno di frazioni di millimetro, mascherato dal capello che vi cresce.

Diventano visibili solo in due casi: quando l’attecchimento è stato scarso e i siti restano vuoti, e quando le incisioni sono state praticate con strumenti troppo grandi rispetto all’unità innestata. Nel primo caso il problema è l’attecchimento, trattato nella pagina su cosa fare se il trapianto è andato male.

Che cosa determina la qualità della cicatrizzazione

  • Diametro del punch: la variabile che incide di più sulla zona donatrice.
  • Distribuzione del prelievo: estrarre troppe unità da un’area ristretta produce un diradamento visibile, che è peggio della cicatrice stessa.
  • Predisposizione individuale a cicatrici ipertrofiche o cheloidee: va indagata in anamnesi prima dell’intervento.
  • Tabagismo, che riduce la perfusione e peggiora la guarigione.
  • Rispetto del post-operatorio: infezioni e traumi nella fase di guarigione lasciano segni più marcati.
  • Esposizione solare precoce, che può produrre iperpigmentazione persistente delle microcicatrici.

I primi due punti dipendono da chi esegue l’intervento, gli altri quattro almeno in parte dal paziente. Le indicazioni della fase di guarigione sono nella guida al post-operatorio.

La cicatrice lineare da prelievo a striscia

La tecnica FUT lascia una linea orizzontale in zona occipitale, coperta dai capelli quando superano il centimetro di lunghezza. La sutura tricofitica consente in molti casi ai capelli di crescere attraverso la cicatrice, rendendola meno percepibile.

È il motivo principale per cui la tecnica è caduta in disuso, come descritto nella pagina sulla tecnica FUT: il risultato sull’area ricevente è equivalente, ma il prezzo estetico sulla zona di prelievo è permanente e incompatibile con il taglio rasato.

Quando si allarga

Una cicatrice lineare può allargarsi se la striscia asportata era troppo alta rispetto alla lassità cutanea, creando tensione sui margini. Il risultato è una banda di alcuni millimetri, chiaramente visibile con capelli corti.

Come si correggono le cicatrici esistenti

Le cicatrici del cuoio capelluto — da precedenti trapianti, da traumi, da chirurgia estetica del volto — si correggono con due approcci, spesso combinati.

  1. Innesto di unità follicolari sulla cicatrice: si trapiantano unità direttamente nel tessuto cicatriziale, che una volta attecchite lo mascherano. L’attecchimento è inferiore rispetto alla cute sana, per la ridotta vascolarizzazione, quindi si prevede una densità maggiore o una seconda seduta.
  2. Tricopigmentazione: pigmentazione che riduce il contrasto fra cicatrice e cute circostante. Non è permanente e richiede richiami periodici.

La scelta dipende dall’ampiezza della cicatrice, dalla qualità del tessuto e dalle unità follicolari residue. Su cicatrici molto estese l’innesto da solo può non bastare, e la combinazione dei due metodi dà risultati migliori di ciascuno preso singolarmente.

Trapianto su cicatrici da altre cause

L’innesto su cicatrice si applica anche a esiti di ustioni, traumi e interventi di chirurgia estetica del volto, in particolare le cicatrici temporali da lifting. Richiede che la cicatrice sia stabilizzata da almeno dodici mesi e che il tessuto abbia una vascolarizzazione sufficiente.

È una delle indicazioni più frequenti nel trapianto femminile, dove le cicatrici da chirurgia del volto sono un motivo di richiesta comune.

Le cicatrici si possono eliminare?

No: una cicatrice non si elimina, si mimetizza. Nessuna tecnica restituisce cute indistinguibile da quella originale, e qualunque proposta che prometta la rimozione completa sta descrivendo un’aspettativa commerciale.

Ciò che si ottiene, con un lavoro ben eseguito, è una cicatrice non più percepibile a distanza normale di conversazione e con i capelli portati a una lunghezza ordinaria. È un obiettivo realistico e nella maggior parte dei casi raggiungibile.

Domande frequenti

Le micro-cicatrici della FUE si vedono?

Con capelli di pochi millimetri in genere no, se il prelievo è stato distribuito e il punch di diametro ridotto. Diventano visibili con rasatura completa a zero.

Si può fare un trapianto su una cicatrice?

Sì, se la cicatrice è stabilizzata da almeno dodici mesi e il tessuto è vascolarizzato. L’attecchimento è inferiore rispetto alla cute sana.

Si può correggere una cicatrice da FUT?

Sì, con innesti mirati sulla linea, tricopigmentazione o entrambi. Non si elimina, si rende meno percepibile.

Quanto tempo serve perché la cicatrice si stabilizzi?

Circa dodici mesi. Prima il tessuto è ancora in rimaneggiamento e qualunque intervento correttivo darebbe risultati poco prevedibili.

Valutazione senza impegno

Ogni testa è un caso a sé.

Quanti innesti servono, quale tecnica è adatta al tuo tipo di capello, quale risultato è realistico nel tuo caso: sono valutazioni che richiedono di vedere la tua zona donatrice. Inviaci le foto e ti rispondiamo con un piano dettagliato.

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