Trapianto di capelli: come funziona e come avviene l’intervento

Il trapianto di capelli è un intervento di chirurgia ambulatoriale che preleva unità follicolari dalla zona donatrice del cuoio capelluto e le reimpianta nelle aree diradate o calve. È l’unica procedura che restituisce capelli propri, vivi e permanenti nelle zone in cui il follicolo originario si è esaurito.

Che cos’è il trapianto di capelli?

Il trapianto di capelli è un autotrapianto: donatore e ricevente sono la stessa persona. Il chirurgo preleva unità follicolari dalla corona occipitale e temporale — la fascia che va da nuca a sopra le orecchie — e le innesta nelle zone diradate.

Un’unità follicolare è il raggruppamento naturale in cui i capelli crescono sul cuoio capelluto: da uno a quattro fusti che condividono ghiandola sebacea, muscolo erettore e vascolarizzazione. Il trapianto di capelli lavora su queste unità, non sui singoli fusti: è la ragione per cui il risultato appare naturale e non a ciuffi.

Non si tratta quindi di un impianto di capelli in senso stretto. Nell’implantologia si inserisce un corpo estraneo in un tessuto; qui si sposta tessuto vivo della stessa persona, che continua a crescere per tutta la vita. Per questo il termine tecnicamente corretto è trapianto di unità follicolari, e non impianto dei capelli.

Come funziona il trapianto di capelli?

Il trapianto di capelli funziona grazie a un principio chiamato dominanza del donatore: i follicoli della zona occipitale sono geneticamente insensibili al diidrotestosterone (DHT), l’ormone che causa la miniaturizzazione dei capelli nell’alopecia androgenetica. Spostati altrove, quei follicoli conservano la propria insensibilità.

È il motivo per cui i capelli trapiantati non ricadono per la stessa causa che ha diradato la zona di origine: portano con sé il proprio corredo genetico, non quello dell’area che li ospita. Il principio è documentato dagli anni Cinquanta ed è la base scientifica su cui si regge l’intera chirurgia della calvizie.

Perché il trapianto non ferma la calvizie

Il trapianto di capelli ripopola le aree trattate ma non protegge i capelli nativi che restano intorno agli innesti. Se l’alopecia androgenetica è in fase attiva, quei capelli continuano a miniaturizzarsi e la zona può tornare a diradarsi negli anni, lasciando gli innesti isolati.

Per questa ragione l’intervento va quasi sempre affiancato da una terapia medica di mantenimento, decisa dal medico in base all’età, allo stadio della calvizie e alla velocità di progressione. Chirurgia e terapia medica non sono alternative: lavorano su due problemi diversi, come spiega la pagina sulle alternative al trapianto.

Come avviene l’intervento, passo per passo

L’operazione di trapianto capelli si svolge in regime ambulatoriale, in anestesia locale, e il paziente resta sveglio e collaborante per tutta la durata. Non è previsto ricovero: si entra e si esce in giornata.

  1. Progettazione della linea frontale. Il chirurgo disegna la nuova attaccatura tenendo conto della forma del viso, dell’età e della prevedibile evoluzione della calvizie. È la fase che determina la naturalezza del risultato a dieci anni di distanza, non a sei mesi.
  2. Valutazione della zona donatrice. Si misura la densità per centimetro quadrato e si calcola quante unità follicolari è possibile prelevare senza impoverire visibilmente l’area.
  3. Anestesia locale. Viene infiltrata sia nell’area donatrice sia in quella ricevente. È l’unico momento realmente fastidioso della giornata.
  4. Prelievo delle unità follicolari. Con micropunch di frazioni di millimetro (tecnica FUE) o tramite prelievo di una losanga di cute (tecnica FUT), a seconda del protocollo scelto.
  5. Preparazione e conservazione degli innesti. Le unità vengono esaminate al microscopio, ripulite e mantenute in soluzione a temperatura controllata. Il tempo fuori dal corpo incide direttamente sull’attecchimento.
  6. Apertura dei siti riceventi. Si praticano microincisioni che stabiliscono angolo, direzione e densità di ogni capello. È qui che si decide se il risultato somiglierà a una capigliatura o a un impianto.
  7. Le unità follicolari vengono collocate una a una nei siti preparati, oppure inserite direttamente con penna implanter nella variante DHI.

Al termine il paziente riceve le istruzioni per la medicazione, la terapia domiciliare e il primo lavaggio. Il decorso giorno per giorno è descritto nella guida al post-operatorio.

Quanto dura il trapianto di capelli?

Un intervento di trapianto capelli dura mediamente dalle 4 alle 8 ore, pause comprese. La durata dipende quasi esclusivamente dal numero di unità follicolari da trasferire: sotto le 1.500 unità si resta sulle 4 ore, oltre le 3.000 si arriva facilmente a 8 ore o si divide la seduta su due giornate consecutive.

La durata del risultato è un’altra cosa: i capelli trapiantati restano per tutta la vita, mentre l’aspetto complessivo della capigliatura dipende dall’evoluzione dei capelli nativi. L’argomento è approfondito nella pagina su quanto dura un trapianto di capelli.

Quali tecniche esistono e come si scelgono

Le tecniche di trapianto di capelli si distinguono per il modo in cui le unità follicolari vengono prelevate e innestate. La scelta non dipende dalle mode ma dalla densità della zona donatrice, dall’estensione dell’area da coprire e dalla presenza di cicatrici pregresse.

Tecnica Prelievo Cicatrice Indicazione tipica
FUE Micropunch singolo Puntini < 1 mm diffusi Casi più frequenti, capelli corti
Micro FUE Punch di diametro ridotto Minima, poco visibile Alta densità di innesto, tempi di guarigione ridotti
DHI Punch + penna implanter Come FUE Infittimenti tra capelli esistenti
FUT Losanga di cute Lineare in zona occipitale Sessioni molto ampie, donatore limitato

 

Il confronto completo, con vantaggi e limiti di ciascun protocollo, è nell’articolo sulle tecniche di trapianto a confronto. La tecnica proprietaria utilizzata da HIT è la Micro FUE.

Trapianto di capelli per uomo e per donna: cosa cambia

Il trapianto di capelli uomo interviene in genere su stempiature, attaccatura arretrata e vertice, con un disegno che deve prevedere l’evoluzione futura della calvizie. Nella donna il diradamento è più spesso diffuso e la zona donatrice va valutata con attenzione, perché l’alopecia femminile può coinvolgerla.

Cambiano anche gli obiettivi estetici: nell’uomo si ricostruisce una linea frontale, nella donna si infittisce la riga o si abbassa una fronte alta. Le due situazioni sono trattate nelle pagine sul trapianto di capelli per l’uomo e sul trapianto di capelli per la donna.

Chi può sottoporsi all’intervento

Il candidato ideale ha una calvizie stabilizzata, una zona donatrice sufficientemente densa e aspettative proporzionate al capitale follicolare disponibile. Sono questi tre elementi, non l’età anagrafica, a determinare l’idoneità.

  • Calvizie ancora in rapida evoluzione: si valuta prima una terapia medica, per non inseguire il diradamento con la chirurgia.
  • Zona donatrice povera: il numero di unità prelevabili limita ciò che è realistico coprire.
  • Alopecia cicatriziale in fase attiva: va stabilizzata prima di qualunque innesto.
  • Aspettative non realistiche: un trapianto ridistribuisce i capelli esistenti, non ne crea di nuovi.

Trapianto di capelli e capelli artificiali non sono la stessa cosa

Il trapianto di capelli utilizza tessuto biologico del paziente; l’impianto di capelli artificiali inserisce fibre sintetiche nel cuoio capelluto. Sono procedure diverse per natura, rischi e risultato nel tempo.

Le fibre sintetiche non crescono, richiedono sostituzioni periodiche ed espongono a un rischio di reazione da corpo estraneo e di infezione cronica che il tessuto autologo non comporta. Il confronto è nella pagina sui capelli artificiali e sintetici.

Quanto costa un trapianto di capelli

Il costo di un trapianto di capelli in Italia si calcola quasi sempre sul numero di unità follicolari trasferite, non sulla singola seduta. Incidono inoltre la tecnica scelta, l’estensione dell’area e l’eventuale necessità di più sessioni.

[DA CONFERMARE: fascia di prezzo praticata, criterio di preventivazione, eventuali pacchetti e finanziamenti.] Il dettaglio è nella guida ai costi del trapianto di capelli.

Domande frequenti sul trapianto di capelli

I capelli trapiantati ricadono?

I capelli trapiantati cadono nelle prime settimane, ma il follicolo resta vivo e riprende a produrre dal terzo o quarto mese. È una caduta fisiologica dello stelo, non una perdita dell’innesto.

Il trapianto di capelli si vede?

A risultato consolidato non si distingue, se l’angolazione e la densità sono state rispettate. Nei primi dieci-quindici giorni, invece, crosticine e rossore sono visibili.

Quanti capelli si trapiantano in una seduta?

In una singola giornata si trasferiscono in genere tra 1.500 e 3.500 unità follicolari, corrispondenti a circa 3.000-8.000 capelli, in base alla densità della zona donatrice.

È un intervento doloroso?

L’intervento si esegue in anestesia locale e non è doloroso. Il fastidio si concentra nell’infiltrazione iniziale e nelle prime notti, gestibili con analgesici comuni.

Quando si vede il risultato definitivo?

Il risultato definitivo si valuta a 12-18 mesi dall’intervento. A 6 mesi è visibile circa metà del risultato, a 12 mesi la quasi totalità: la progressione è nella timeline mese per mese.

Il trapianto di capelli presso HIT — Hair Istanbul Transplant

HIT — Hair Istanbul Transplant esegue il trapianto di capelli con metodo turco direttamente in Italia, con tecnica proprietaria Micro FUE e micro-punch da 0,7 a 0,9 mm. Il paziente evita il viaggio, la barriera linguistica e la distanza dal centro nel periodo in cui servono i controlli.

Le sedi operative sono due:

  • Ancona, in Via 1° Maggio 142/B, con direzione sanitaria della Dott.ssa Khajeh Naiereh Almolouk;
  • Città Sant’Angelo (PE), con direzione sanitaria della Dott.ssa Eda Pallotti

 La prima visita si prenota al numero verde 800 30 67 60 o compilando il modulo sotto.

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